L’Idea

L’idea del progetto parte dall’opportunità data dalla nascita della terza Università nel quartiere di una delle socie, presentando l’occasione di utilizzare un locale di sua proprietà e facendo coincidere i nostri interessi (ecologia, culture “altre”, alimentazione biologica, arti visive, teatro, cinema, musica, danza, multimedialità, formazione, socializzazione, comunicazione e cultura in genere) con le esigenze degli studenti universitari.

In forma di Piccola Cooperativa (o in altra forma conveniente), si forniranno di cibo e bevande gli studenti nelle pause tra una lezione e l’altra, in un luogo dove si possa studiare, scambiare opinioni, consultare dei testi, rilassarsi e fare attività culturali.

Sarà attivato un collegamento ad Internet e si organizzeranno mostre, piccoli spettacoli, conferenze, corsi, consulenze, servizi vari, ecc.

Il locale di cui si dispone è composto di un salone molto ampio (99 m2)e di una stanza attigua di 15 m2 dove è possibile attrezzare la cucina (laboratorio gastronomico).

E’ nostra intenzione creare un’atmosfera informale e familiare senza affrontare grossi lavori di ristrutturazione, e differenziarci dalla concorrenza offrendo prodotti biologici e naturali.

Lo stato attuale

Il locale è già di proprietà da qualche anno ed è stato ristrutturato radicalmente nel 1989, tra l’altro, bonificandolo con due pareti coibentanti, guaina sotto il pavimento e ripristino della seconda entrata.

E’ dotato di bagno, antibagno, luce di sicurezza, giardinetto condominiale, riscaldamento autonomo, impianto elettrico e tralicci orizzontali da utilizzare come sostegni per spot, sipari, pareti divisorie e altro.

La stanza attigua al salone, già collegata all’impianto idrico, può essere attrezzata piastrellando le pareti a norma, equipaggiandosi di attrezzature idonee (frigo, lavello, piccoli elettrodomestici), secondo il tipo di licenza ottenibile.

Sono già presenti all’interno: tavoli, sedie, librerie, cassettiere, tavolo luminoso, lavagna, divani, poltrone, lampade, libri, riviste, 1 computer Mac, 1 IBM compatibile, modem, scanner, stampante e materiale vario.

Sono state prese informazioni dallo Sportello Unico, dal 4° Dipartimento, dalla Camera di Commercio e dalla ASL sulle regole a cui adeguarsi per ottenere le licenze. Siamo in attesa di ulteriori informazioni sul cambio di destinazione d’uso e alla ricerca dei progetti originali dell’edificio.

La compagine

Marina Laurenti: diplomata all’Accademia di belle Arti in Scenografia, abilitata all’insegnamento di varie materie artistiche, grafica multimediale, con esperienza di creazione e gestione di un Associazione Culturale, supplenze nelle scuole medie e superiori, ristrutturazioni d’interni, grafica e illustrazione. Ha frequentato un corso d’imprenditoria nell’area multimediale di Innowazione. E’ la proprietaria del locale.

Silvana Mariniello: laureata in Pedagogia, maestra elementare con esperienze d’insegnamento alle superiori, laboratori teatrali, attrice professionista, autrice teatrale e performer.

Il prodotto

All’attività di mescita e somministrazione di cibo, con preferenza di cibi naturali e provenienti dal commercio equo e solidale, saranno affiancati una serie di servizi: collegamento a Internet, prestito e consultazione libri e riviste, consulenza per tesi ed esami (bibliografie, ricerche iconografiche e non, battitura, montaggio grafico e su CD ROM), cineforum, seminari, teatro, corsi, esposizioni, produzione editoriale e artistica, ecc.

Si sceglieranno anche prodotti destinati ad esigenze particolari: latte di riso, di cocco, di mandorle, di soja per gli intolleranti al latte vaccino; prodotti senza glutine o senza uova e così via, coprendo in questo modo anche quella fetta di mercato che ha difficoltà a mangiare fuori casa.

I prezzi si situeranno ad un livello medio con prodotti di qualità.

Il target

I principali utenti saranno gli studenti della 3a Università che si trova alle spalle del locale, sulla Via Ostiense, raggiungibile a piedi (rettorato, segreterie, facoltà di Giurisprudenza, Economia e Commercio, la Scuola di Cinematografia e l’Università della Musica, entrambe in via Libetta e le altre facoltà nelle vicinanze: D.A.M.S., Architettura, Ingegneria, Fisica, ecc.).

Gli iscritti (le sole facoltà di Economia e Giurisprudenza ne contano 5000) risultano in continuo aumento, e le facoltà che ancora si trovano in sedi provvisorie, si trasferiranno presto in zona.

Bisogni

Oltre alla necessità di sfamarsi e dissetarsi nelle ore dei pasti e negli intervalli tra le lezioni, gli studenti hanno bisogno di luoghi d’aggregazione, dove studiare in gruppo, confrontarsi e magari esporsi in piccole rappresentazioni teatrali, musicali, pittoriche, video, ecc.

C’è anche la necessità di colmare delle lacune in occasione di esami particolari con lezioni individuali o di gruppo sui più svariati argomenti, informatica, grafica, lingua, e altro.

Un luogo salubre, caldo d’inverno e fresco d’estate, con posti a sedere e varietà di scelta gastronomica e di servizi, non è cosa facile da incontrare.

La concorrenza

La mensa universitaria è situata lontana dalle facoltà di via Ostiense, è ipotizzabile quindi una necessità degli studenti di risolvere in altro modo il problema pasto.

La concorrenza è data dalle pizzerie al taglio, negozi alimentari, fast-food, self-service, ristoranti, bar.

Le birrerie e i locali spuntati negli ultimi anni, praticano orari serali e notturni.

Sono stati raccolti dati sui prodotti e i prezzi della concorrenza, sia nell’ambito alimentare, che in quello dei servizi.

In zona sono stati aperti alcuni service che fanno fotocopie e rilegature, inoltre, è presente una mediateca, dove si può navigare su Internet gratuitamente prenotando il posto. Vi è anche una biblioteca di quartiere molto piccola e sempre piena di studenti.

La ricerca di mercato

Dopo aver raccolto dati sulle facoltà esistenti in zona, il numero d’iscritti, le altre realtà esistenti e aver osservato la vita del quartiere nei locali, è stato preparato un test di ricerca di mercato per inquadrare le esigenze reali, tipo questionario/sondaggio.

Il sondaggio (proposto ad un campione di 100 ragazzi intervistati all’interno dell’Università) ha evidenziato l’esigenza di luoghi dove mangiare velocemente, ascoltare buona musica, bere un the con gli amici e studiare.

La maggioranza degli studenti proviene dalla periferia.

Emerge quindi un dato che favorisce il nostro progetto imprenditoriale: i ragazzi, costretti a mangiare pizze o panini nei vicini bar, dato il basso budget di cui dispongono (sotto i 6 euro) sentono l’esigenza di un pasto caldo, saporito, genuino, a basso costo, di veloce consumo e soprattutto comodo.

Da notare che i locali di cui si servono non offrono posti a sedere.

Un altro dato interessante da analizzare è lo stato di non fumatori della maggioranza degli intervistati, dato, questo, che coincide con la volontà nostra di creare un luogo salubre difficile tra incontrare altrove.

Gli interessi emersi sono legati all’uso di Internet, la fruizione ed esecuzione di musica, il cinema e lo sport.

La propaganda

La propaganda sarà svolta con volantinaggio e promozioni.

Già è stata sparsa la voce della nascita del nuovo locale e desta curiosità ed interesse.

Un sito Internet del locale darà la possibilità di conoscere gli eventi in programma, il menù del giorno, i libri e le riviste a disposizione, i servizi offerti, prenotare la postazione al computer o il posto a tavola, partecipare a chats o giuochi.

I fornitori

Oltre al mercato equo e solidale, con cui sono stati già presi contatti e ricevuto i prezzi all’ingrosso e le modalità di pagamento, ci si servirà di un certo numero di produttori biologici presenti in provincia e fuori.

Inoltre ci si avvarrà dei prodotti confezionati da aziende già presenti sul mercato, che garantiscano l’uso di materie prime genuine e biologiche, con cui sono stati già presi contatti e testati i prodotti.

Organizzazione

Per le bevande saranno necessari degli approvvigionamenti di confezioni singole e da mescita, di prodotti freschi da frullare e spremere.

Per il cibo, oltre a prodotti confezionati, si pensa di acquistare torte dolci e salate, piatti unici, crepes, preparare insalate, crostini ecc.

Inoltre, alcune ditte forniscono le attrezzature necessarie per assicurarsi la distribuzione del loro prodotto sul mercato.

Ci sarà quindi bisogno di occuparsi delle ordinazioni, l’eventuale trasporto, la gestione del magazzino, la preparazione dei pasti, la pulizia dei locali, il servizio ai tavoli, la cassa, lo smaltimento rifiuti, l’organizzazione degli eventi e dei corsi.

La divisione dei compiti sarà in base ai turni e alle competenze, con una retribuzione oraria delle socie lavoratrici.

Per le altre attività di servizio, ci si avvarrà della collaborazione di esperti in cinema, teatro, musica, letteratura, informatica, ecc. per consulenze, seminari, laboratori e altro, con una retribuzione a ritenuta d’acconto.

Barriere

Pare che le licenze di ristorazione siano troppe nel quartiere (dall’ultimo censimento del 1997) e quindi sarà necessario richiedere una licenza di somministrazione avendo già superato l’esame d’iscrizione al R.E.C., si presume che le cose cambieranno con il prossimo censimento e soprattutto con l’uscita del bando della 266 che prevede aiuti anche per Ostiense-Marconi.

Un altro ostacolo è la difficoltà nel trovare le socie per formare la cooperativa, che diano certezza d’impegno costante nell’impresa.

Si conta di avviare l’attività con una minima spesa (che sarà coperta con una quota personale delle socie e con amici e parenti finanziatori che credono nel progetto) e chiedere in seguito i finanziamenti dalla 215, la 51, la 266, ecc. per quei servizi che richiedono un maggior apporto economico.

Investimenti

Saranno necessari alcuni lavori d’adeguamento del locale all’uso e le attrezzature di conservazione e lavorazione dei prodotti gastronomici. Nel secondo anno l’investimento sarà nelle apparecchiature informatiche per la navigazione su Internet e i servizi di grafica che s’intendono offrire, e per l’attrezzatura che si riterrà utile al fine di venire incontro alle richieste dell’utenza (proiettori, riproduttori sonori, illuminazione, ecc.). Si ritiene necessario anche l’acquisto di un’autovettura o furgoncino per gli approvvigionamenti e il trasporto di materiali necessari agli eventi culturali.

Per lo start up e i primi 6 mesi di gestione sono necessari 22.000 euro.

Esclusi i tempi d’attesa per i permessi, in meno di un mese è possibile adattare il locale e aprirlo.

L’obiettivo è di attrezzarsi inizialmente per la somministrazione gastronomica e i servizi a minor costo, in seguito, vagliate ulteriormente le reali esigenze dell’utenza, per l’area informatica e tecnologica dei servizi specifici.

 

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